Contro la guerra in Ucraina, costruiamo la pace

Se si semina vento si raccoglie tempesta. I proverbi sono la saggezza dei popoli e questo proverbio ci dice che se si vuole che la tempesta non si abbatta su di noi bisogna pensarci prima. Far cessare una guerra è difficile, prevenirla è molto più facile.

Putin e Zelensky hanno soffiato entrambi sul nazionalismo, sull’additare il vicino come il nemico che ci minaccia, per sviare l’attenzione dai gravissimi problemi in cui versano i cittadini dei loro Paesi (l’Ucraina, da stato più ricco dell’URSS, dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica è precipitato in una grave crisi economica da cui ancora non si è risollevata, e ora è tra i Paese più poveri d’Europa; la Russia, malgrado le enormi ricchezze che possiede, è meno ricca dell’Italia, del Brasile, del Canada, della Corea del Sud [1 ]e, per di più, tale ricchezza è nelle mani di pochi oligarchi mentre gran parte della popolazione vive nell’indigenza).

La NATO si è espansa a Est, allargandosi a Ungheria, Repubblica Ceca, Polonia, Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania, Romania, Slovacchia e Slovenia. La richiesta di adesione da parte dell’Ucraina non poteva che peggiorare i rapporti con la Russia.

Far cessare una guerra è difficile, ricucire i rapporti dopo migliaia di morti dall’una e l’altra parte anche. Prevenirla è più facile ma bisogna dire no a ogni nazionalismo, a ogni revanscismo, a ogni corsa agli armamenti, bisogna diffidare della retorica patriottarda, creare ponti e legami e non muri e odio. Questo lo devono capire soprattutto i cittadini che non devono credere a chi addita “un nemico” come fonte di ogni problema, a chi dà loro in pasto retorica e slogan invece che analisi serie e soluzioni articolate e complesse, a chi alimenta il nazionalismo o i “prima gli …” per sviare l’attenzione dalle scelte che si compiono a favore di ristretti gruppi di potere invece che dei bisogni della gran massa dei cittadini, a chi predica odio e divisioni invece che fraternità e comunione.

La costruzione della pace passa anche da uno stile di vita più sobrio: un uso più parsimonioso dell’energia, meno “cose” in modo che si renda meno pressante l’approvvigionamento di fonti energetiche, di risorse minerarie e agricole da ogni parte del mondo e “a qualsiasi costo” (sociale, ambientale, geopolitico ecc.).

Di fronte alla criminale e irresponsabile aggressione dell’Ucraina da parte della Russia non si può non restare sgomenti, non si può non condannarla e opporsi.

Cosa fare per fermare la guerra è difficile dirlo. Cosa possono fare i cittadini ancora di più.

Sicuramente è sbagliato e pericoloso prendere acriticamente le parti di uno dei due contendenti.

Sicuramente è sbagliato diffondere notizie senza prima essere più che sicuri che siano vere (le notizie false o tendenziose o distorte sono un’arma di guerra utilizzata da tutti i contendenti e arruolarsi inconsapevolmente con una parte o l’altra non è da saggi ed è pericoloso).

Sicuramente va manifestata una forte volontà di pace, non a chiacchiere ma sostanziale.

Ti segnaliamo alcune organizzazioni pacifiste per conoscere iniziative e analisi della situazione:

Rete Pace e Disarmo

Peacelink

Sbilanciamoci

Pax Christi

note: 1) come PIL nominale l’Italia è all’8 posto e la Russia al 12°.

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