HOME> Contattaci

News

Associazione Marco Mascagna - O.N.L.U.S.

Il Governo taglia 3,5 miliardi di euro al trasporto pubblico locale (30/06/2010)

La manovra finanziaria prevede un taglio di 3,5 miliardi di euro al trasporto pubblico locale. Tagli pesanti che in alcuni casi (Liguria) arrivano al 40% dei fondi destinati al trasporto pubblico. La Campania dovrà fare a meno di 420 milioni di euro. Un grave colpo per tutti gli utenti di bus, metro e ferrovie locali a cui saranno offerti meno servizi e/o a prezzi più alti. Il Governo ha invece deciso di non aumentare la tassazione sulla benzina e sul possesso di auto, facendo così ricadere il costo solo su coloro che usano i mezzi pubblici, penalizzando i poveri e coloro che hanno comportamenti ecocompatibili.

Il Governo toglie un importante sussidio alle energie rinnovabili (30/06/2010)

I Certificati Verdi sono uno strumento, utilizzato in varie nazioni (Italia, Olanda, Paesi Scandinavi, Gran Bretagna, USA ecc.), per contrastare la produzione di CO2 e favorire le energie rinnovabili. Essi sono dei certificati emessi dallo Stato col quale si certifica che un determinato impianto di energia pulita (solare, eolico, idroelettrico ecc.) ha fatto risparmiare x tonnellate di CO2 (prendendo come termine di paragone le emissioni prodotte da un impianto di uguale potenza alimentato a petrolio). Poiché la normativa italiana obbliga i produttori di energia a produrre almeno il 5% di energia da fonti rinnovabili e dà loro la facoltà di comprare certificati verdi per coprire in toto o parzialmente questa quota del 5%, esiste un mercato dei Certificati Verdi e una relativa borsa. Per evitare speculazioni e favorire lo sviluppo dell'energia pulita lo Stato ogni anno compra l'eventuale quota in eccesso di Certificati Verdi al prezzo medio dell'anno precedente. L'articolo 45 della manovra finanziaria elimina l'acquisto da parte dello Stato dei certificati verdi in eccesso.
Poiché i certificati verdi vengono rilasciati per i primi 15 anni di attività dell'impianto, l'abolizione dell'acquisto da parte dello Stato dei certificati in eccesso finisce per essere una norma con effetto retroattivo: lo Stato di fatto non mantiene la promessa che in caso di difficoltà a vendere i certificati verdi in un determinato anno avrebbe provveduto in proprio.
Con l'articolo 45 della manovra finanziaria si mettono in difficoltà le aziende che producono energia pulita, che, ricordiamo, nel solo 2009 hanno creato 5.000 posti di lavoro. Questo provvedimento del Governo determinerà un forte calo dell'occupazione in questo settore, una riduzione dell'energia elettrica prodotta in Italia e un aumento dei gas serra e dell'inquinamento.
E' significativo che le principali 25 banche nazionali che sono coinvolte su nuovi progetti per le rinnovabili (eolico, solare, miniidroelettrico, ecc.) hanno sospeso l'esame di tutte le operazioni di finanziamento e  bloccato immediatamente qualsiasi nuova erogazione relativa a contratti di finanziamento già in corso.
Secondo stime fronte dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, con tale scellerato provvedimento lo Stato risparmierà solo 530 milioni di euro per il 2010, ma in futuro, per le eventuali multe europee per il mancato raggiungimento degli obiettivi di riduzione dei gas serra e  per il ridotto gettito fiscale da tale settore in crisi, rischia di sborsarne molti di più.
E pensare che non è stata messa in discussione la decisione di spendere 15 miliardi di euro (1 miliardo all'anno per 15 anni) per comprare 131 cacciabombardieri F35 e che ogni mese spendiamo 51 milioni per la missione in Afganistan.

Firmato l'accordo tra Italia e Francia per proteggere le Bocche di Bonifacio (30/06/2010)

Il Governo italiano e quello francese hanno firmato l'accordo per vietare il transito delle navi che trasportano carichi pericolosi nelle Bocche di Bonifacio. Le associazioni ambientaliste italiane e francesi da tempo chiedevano tale divieto essenziale per proteggere un tratto di mare e di costa particolarmente importante dal punto di vista ecologico anche per la salvaguardia dei cetacei.

Nel 2009 solo 317 persone arrestate per reati ambientali (09/06/2010)

La delinquenza (in particolare, mafia, ndrangheta e camorra), contravvenendo alle norme ambientali, incassa 20 miliari di euro, circa un quarto dell'intero fatturato della delinquenza in Italia. Si guadagna soprattutto nel campo dei rifiuti (offrendo servizi di smaltimento di rifiuti industriali, sanitari, edilizi a prezzi stracciati perché i rifiuti finiranno in qualche cava abbandonata, sul bordo di qualche strada, a mare, in una discarica di rifiuti urbani o bruciati in roghi grandi e piccoli) e nel ciclo del cemento (produzione fuori regole, costruzione di case abusive, mancato rispetto di norme nella costruzione di case, strade, ponti, porti, ecc.).
A fronte di questa enorme industria del crimine, nella quale sono impegnate decine di migliaia di persone, gli arrestati nel 2009 sono stati solo 317. In Italia nel 2009 sono state costruite 27.000 case abusive ma solo 2.832 sono quelle sequestrate e solo 13 le persone arrestate per reati legati al ciclo del cemento (Rapporto Ecomafie 2010). Colpa di leggi indulgenti con chi realizza profitti determinando migliaia di vittime per inquinamento, frane, terremoti, deturpando e inquinando il territorio, la nostra principale risorsa. Qualche esempio: malgrado oggi i satelliti sono usati anche per telefonare al vicino di casa o per avere le indicazioni stradali per andare in pizzeria, essi non sono usati routinariamente per scoprire il traffico e lo smaltimento di rifiuti industriali, la costruzione di case abusive, lo scarico di acque inquinate in fiumi e laghi; chi costruisce una casa abusiva è punito con massimo 3 mesi di arresto (2 anni in caso di lottizzazione o di costruzione su area vincolata), chi ha una immigrata irregolare come badante, baby-sitter o cameriera è punito con la pena da 3 mesi ad un anno; chi inquina un corso d'acqua o una falda è punito con l'arresto fino a 2 anni, chi ruba qualcosa in un supermercato è condannato con l'arresto fino a 4 anni. Invece di prendere provvedimenti per rimediare a questi problemi, l'attuale Governo vuole varare una legge che limita le intercettazioni da parte dell'autorità giudiziaria, cioè il principale strumento per scoprire gli autori del traffico di rifiuti industriali e si riparla di condono dell'abusivismo edilizio.
Per questo ti invitiamo a far sentire la tua voce inviando mail di protesta ai capigruppo di Camera e Senato. Una possibile lettera è questa:

No alla legge che limita le intercettazioni. No a qualsiasi condono edilizio.

Onorevole senatore
le scrivo per invitare lei e il suo gruppo parlamentare a votare contro la legge sulle intercettazioni e contro qualsiasi norma di condono edilizio.
Le ricordo che, secondo l'ultimo rapporto Ecomafie, nel 2009 solo 317 persone sono state arrestate per reati relativi all'ambiente, reati che determinano migliaia di vittime per inquinamento, frane, terremoti, che deturpano e inquinano il territorio, la nostra principale risorsa e con i quali la delinquenza ha un fatturato annuo di oltre 20 miliardi di euro. Riducendo l'utilizzo delle intercettazioni la possibilità della Magistratura di contrastare questi e altri crimini si ridurrebbe ancora di più.
La giusta esigenza di tutelare la privacy può realizzarsi obbligando la Magistratura a stralciare dal materiale reso pubblico ogni riferimento a persone estranee ai reati e agli aspetti più personali (religiosi, sessuali) degli indagati.
Il condono edilizio, oltre a impedire il ripristino dello stato dei luoghi, è un incentivo all'illegalità e al non rispetto delle regole, perché premia chi non ha rispettato la legge e offende chi l'ha rispettata.
La ringrazio dell'attenzione e le segnalo che il mio comportamento alle prossime elezioni dipenderà dalle scelte sue e del suo gruppo su questa questione.
Distinti saluti
Firma


Gli indirizzi e-mail dei capigruppo di Senato e Camera sono questi:
gasparri_m@posta.senato.it, finocchiaro_a@posta.senato.itbricolo_f@posta.senato.it, belisario_f@posta.senato.it, pistorio_g@posta.senato.it, dalia_g@posta.senato.it, cicchitto_f@camera.it, soro_a@camera.it, cota_r@camera.it, donadi_m@camera.itcasini_p@camera.itbrugger_s@camera.it

Attenzione alla bufale

Frequentemente circolano in rete notizie false, vere a metà, inventate di sana pianta. Sono le “bufale”. Le ultime circolate sono l'emendamento (riguardante i siti internet e i blog) al decreto sicurezza (l'emendamento effettivamente approvato al Senato un anno fa è stato cassato dalla Camera e non fa parte del decreto sicurezza promulgato nel 2009), il complotto contro le auto elettriche (per il II principio della termodinamica non possono esistere auto che vanno ad acqua o ad aria, e l'auto elettrica non ha successo perché vi sono problemi di costi e di scarsa durata delle pile), l'ennesimo aumento degli stipendi dei parlamentari (i nostri parlamentari guadagnano molto ma non si aumentano lo stipendio ogni settimana), le pericolosissime scie chimiche rilasciate dagli aerei per loschi e criminali motivi (gli aerei inquinano non poco ma le scie che vediamo sono in realtà acqua condensata). In passato erano circolate anche bufale più fantasiose come i gatti in bottiglia, i cellulari che cuocerebbero i pop-corn, il rischio di esplosione dello stomaco se si mangia una caramella alla menta dopo aver bevuto un bicchiere di Coca cola, i cuccioli di draghi sotto spirito.
Per questo prima di girare una notizia o un appello conviene verificare l'attendibilità della fonte, controllare sul sito antibufala (www.attivissimo.net/antibufala) se sia una bufala già schedata, vedere se la notizia ha riferimenti precisi (date, nomi, indirizzi, leggi o documenti, dati ecc.) per verificarli utilizzando un motore di ricerca come Google.
C'è già tanta cattiva informazione in giro cerchiamo di non contribuire pure noi.