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Associazione Marco Mascagna - O.N.L.U.S.

Un lenzuolo alla finestra per avere quello che ci spetta. Inviaci una mail e impegnati con noi (13/05/2017)

Il mondo cambia in fretta. Quello che poteva essere opportuno o utile 10 anni fa sempre più spesso oggi non lo è più. Se poi le scelte di 10 anni fa erano già indietro di 50 anni, attuarle ora è pura follia. Eppure questo sta per accadere al Vomero. Un parcheggio pensato oltre 10 anni fa, nato già vecchio di 50 anni, approvato dalla sola Iervolino qualche minuto prima che decadesse da sindaco e commissario straordinario ai parcheggi, bocciato dall'Amministrazione De Magistris sta per essere costruito solo perché “Quello che è deciso è deciso” (queste in sintesi le motivazioni della sentenza del Consiglio di stato favorevole all'impresa). Un parcheggio da circa 1000 posti sotto tutta piazza degli Artisti, Via Tino di Camaino e l'area mercatale di Via De Bustis. Il mercatino (170 stand) spostato per minimo 2 anni nel Parco Mascagna. Un parcheggio per “residenti”, ma che non è rivolto solo a chi abita in quelle vie ma a chiunque risiede in un raggio di 2 Km da piazza degli Artisti e che, per di più, può anche subaffittarlo. Una così vasta area pubblica concessa gratuitamente, col solo impegno da parte della ditta di ricostruire il mercatino coperto più bello e un poco più ampio. Insomma un'opera da un devastante impatto ambientale, sociale ed economico, per far entrare al Vomero, uno dei quartieri con l’aria più inquinata, ancora più auto e moto. Un parcheggio che va contro tutti gli abitanti del Vomero-Arenella e a favore solo dei costruttori.
Mentre l'urbanistica da molti decenni insegna che i parcheggi di destinazione aumentano il traffico e, quindi, non vanno costruiti in zone congestionate e che quelli per residenti devono essere accompagnati da una corrispondente eliminazione dei posti auto in superficie, si propone di costruire nel cuore del Vomero un parcheggio che contraddice tali principi.
Il Vomero oggi è servito da 3 funicolari e da 4 stazioni della metropolitana, che sono a loro volta collegate con linee ferrate (la Cumana, la Circumflegrea, la linea 2 del metrò, la linea-Piscinola-Aversa) e con parcheggi di interscambio (Piscinola. Frullone e Colli Aminei, che è direttamente collegato alla tangenziale). Tra 2-3 anni si apriranno le nuove stazioni del metrò e saranno in funzione 12 nuovi treni sulla linea 2, permettendo una frequenza ogni 5 minuti.
Napoli ha molte più auto per abitanti delle altre città europee (Napoli 58 auto ogni 100 abitanti, Barcellona 38, Monaco 35, Londra 31, Berlino 29), un uso incongruo dell'auto (il 30% degli spostamenti in auto copre distanze tra 700 m e 3 Km, percorribili a piedi in 10-30 minuti), mentre l'inquinamento atmosferico determina ogni anno 1500 morti. E auto e moto ne sono la principale causa.
Noi non vogliamo essere più schiavi dell'auto (e di chi ci lucra sopra), non possiamo più tollerare di sacrificare 1500 vite ogni anno a questo dio, vogliamo spostarci comodamente, puntualmente, velocemente tramite mezzi pubblici funzionanti a tutte le ore del giorno, vogliamo poter camminare (o pedalare) in sicurezza e tranquillità, vogliamo aree verdi (e per aree verdi non intendiamo lande desolate come quelle del Centro direzionale, ma giardini, boschetti, alberi, cespugli rigogliosi), non vogliamo più frane e voragini quasi ad ogni pioggia un poco più abbondante. Non vogliamo un sogno. Vogliamo quello che ci spetta, che sta scritto in tanti documenti, piani, leggi europee, nazionali, comunali (nel Piano della mobilità, che è norma vigente, sta scritto che si privilegia la pedonalità e la ciclabilità, poi il trasporto pubblico e poi quello privato).
25 anni fa i cittadini del Vomero-Arenella riuscirono a bloccare la costruzione del parcheggio da 1000 posti auto sotto i giardinetti di Via Ruoppolo, salvaguardando ed estendendo quest'area verde diventata Paco Mascagna. Oggi dobbiamo fare lo stesso.
Ti chiediamo di esporre ad a una finestra di casa tua il lenzuolo che puoi ritirare al punto informazione NO BOX del mercatino di via De Bustis e, se vuoi impegnarti con noi a inviarci una mail indicando nome cognome e professione.

Il Parlamento sta per varare una sanatoria per le case abusive passate e future: dici no, insieme a noi (04/05/2017)

I reati non sono tutti del medesimo grado: l’omicidio è più grave di un disastro ambientale, che lo è più di una rapina, che lo è più di una truffa, che è più grave della diffamazione.
Se si proponesse che finché tutti gli assassini non sono stati puniti non ci si impegna a punire chi commette disastri ambientali e finché tutti i responsabili di questi reati non stanno in galera non si procede contro i truffatori e così via, che pensereste? Sarebbe una vera follia? Sarebbe un modo per favorire truffatori, ladri e diffamatori? Infatti, se si mettesse in atto una tale proposta, sarebbe una pacchia per truffatori, rapinatori, ladri, diffamatori: essi potrebbero delinquere indisturbati e sereni, sapendo che non rischiano niente, perché è lunga la lista di quelli da perseguire prima che arrivi il loro turno. Infatti, per la maggioranza delle persone, anche solo la possibilità di finire in galera è un deterrente a non commettere reati.
Purtroppo qualcosa di molto simile a quanto prima descritto sta per accadere in Italia. Infatti, aspetta solo l'approvazione del Senato una proposta di legge che dispone che, nel combattere il reato di abusivismo edilizio, si dovranno eseguire le demolizioni tassativamente con questo ordine:
costruzioni di rilevante impatto (capannoni industriali, case di ampie dimensioni ecc.) ancora in fase di costruzione e che ricadono su aree demaniali o soggette a vincolo ambientale, sismico, idrogeologico o archeologico;
medesima tipologia ma costruite e non abitate;
medesima tipologia ma abitate;
manufatti non di rilevante impatto su aree demaniali o vincolate, ancora in costruzione;
idem ma terminate e non abitate;
idem ma abitate;
costruzioni che sono un pericolo per la pubblica incolumità, ancora non ultimate;
idem ma finite e non abitate;
idem ma abitate;
costruzioni di proprietà della criminalità organizzata ancora non ultimate;
idem terminate ma non abitate;
idem ma abitate;
altre case abusive ancora in costruzione;
idem terminate ma non abitate;
idem abitate.
L’effetto di una tale legge è evidente: in Italia non verranno mai più abbattute case abusive delle categorie non ricadenti tra le prime (probabilmente dalla 5a in poi). La legge quindi è una sanatoria di tutte le case abusive non ricadenti su aree vincolate. Questa sanatoria, al contrario di quelle varate dai governi Craxi (1985) e Berlusconi (1994 e 2003), vale non solo per le case già costruite o in costruzione ma vale anche per quelle che da ora in poi saranno costruite. E’ insomma un messaggio chiarissimo: “Se volete farvi una casa abusiva non temete più che ve la possano abbattere, perché questo può succedere solo se la fate di rilevante impatto e su aree demaniali o vincolate. Una villetta in un’area non vincolata non rischierà più di essere abbattuta”. Che sia così lo si evince anche dall'entità del fondo per le demolizioni previsto dalla legge: 10 milioni di euro all'anno. Con una tale cifra si possono abbattere non più di 200 case all'anno.
Il rischio di vedere demolita la propria casa, anche se remoto, è tra i principali deterrenti a non costruire abusivamente: dopo avere speso almeno un centinaio di migliaia di euro (spesso tutti i propri risparmi) vederli andare in fumo e trovarsi con un cumulo di macerie non è per niente piacevole.
Ogni volta che si è annunciato un condono l’abusivismo edilizio ha avuto un’impennata (tra l’annuncio e il varo della legge Craxi-Nicolazzi furono edificate 230.000 costruzioni abusive).
Questa legge, inoltre, è anche uno stop per vari anni a qualsiasi demolizione. Infatti, finché non verranno censite e suddivise nelle varie tipologie le 50.000 costruzioni abusive da demolire, non si potranno eseguire abbattimenti. Insomma un bel regalo alle imprese legate all’abusivismo edilizio (in gran parte controllate dalla criminalità) e a chi non ha rispetto della legge e del nostro territorio.
Come ulteriore beffa questo provvedimento viene presentato come una legge contro l’abusivismo edilizio. Eppure in questi anni le associazioni ambientaliste hanno presentato varie proposte per combattere realmente l’abusivismo edilizio. Tra le norme proposte ne citiamo alcune:

  1. commissariare i comuni che non hanno varato il piano regolatore e che non controllano il proprio territorio
  2. inasprire le pene per tutti quei soggetti necessari per compiere l’abuso (committente, progettisti, fornitori di materiali, imprese edili)
  3. immediata esecutività dell’ordinanza di abbattimento dopo avere accertato la mancanza della licenza (cioè abolire la possibilità di chiedere la sospensiva in attesa dell’esito del processo penale)
  4. togliere ai Comuni la competenza sugli abbattimenti e affidarla alla magistratura che può servirsi del genio civile o di aziende presenti su un apposito albo
  5. adeguato finanziamento del fondo per le demolizioni
  6. sequestro dei beni dei proprietari di case abusive per garantire la copertura dei costi dell’abbattimento e del ripristino dello stato dei luoghi
  7. pubblicare online i nominativi dei proprietari di costruzioni abusive.

Ovviamente nulla di tutto questo c’è nel disegno di legge, che è stato approvato a tempo di record in Commissione Giustizia e che, visto l’amplissimo consenso delle forze politiche, rischia di essere approvato in via definitiva in tempi brevi.
“Dobbiamo distinguere tra abusivismo di speculazione e quello di necessità e venire incontro a chi ha commesso un abuso solo per necessità” si è detto. Il presidente della Campania li ha chiamati “poveri cristi”. Ma chi ha almeno 100.000 euro può essere considerato “un povero cristo”? E' dove è la necessità di costruirsi una casa quando l'Italia è piena di abitazioni che si vendono e si fittano? Perché questi furbetti non fanno come le persone oneste che così risolvono il problema dell'abitazione?
Quello che è veramente paradossale è che, mentre i nostri parlamentari sono così partecipi della sorte di questi “poveri cristi”, proprietari di una una casa abusiva, non hanno nessuna pietà per chi non ha neanche uno stanzino dove abitare ed è costretto a dormire per strada. Infatti, il medesimo giorno, il Parlamento ha approvato a larga maggioranza (contrari Sinistra Italiana e i fuoriusciti del PD, astensione dei 5stelle) una legge contro chi dorme per strada (multa fino a 300 euro per chi si sdraia su marciapiedi, scale, aiuole, nelle stazioni e sulle panchine situate vicino a monumenti, musei, aree archeologiche e – su delibera del Comune – dei centri storici e aree turistiche. Oltre alla multa il soggetto non può frequentare per 48 ore il luogo dove è stato trovato. Se il soggetto reitera il comportamento, il questore può disporre “per un periodo non superiore a 6 mesi, il divieto di accesso ad una o più” delle aree prima elencate.
Ci si accanisce contro i più poveri dei poveri, che dormendo per terra o su una panchina non fanno male a nessuno, e si fa un regalo ai proprietari di case abusive e a tutti quei soggetti legati all'abusivismo edilizio, che sono tra le cause principali del consumo di suolo, dell'imbruttimento del paesaggio, del rischio idrogeologico e sismico, del fenomeno della “città spruzzata”, causa di traffico, inquinamento e alti costi di gestione di servizi pubblici.

Per questo ti chiediamo di inviare ai Parlamentari una lettera di protesta per queste due indecorose leggi

Lettera ai senatori

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