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Associazione Marco Mascagna - O.N.L.U.S.

Attenzione ai truffatori (17/01/2018)

L'esistenza dei truffatori è permessa da due “difetti” dell'uomo: il desiderio di avere un consistente vantaggio rispetto a un “costo” basso (di realizzare “un affare”) e il poco spirito critico (la creduloneria, il fidarsi delle apparenze, senza esaminare razionalmente e con dati di fatto la questione).
A molti farebbe piacere avere qualche migliaia di euro in tasca solo tracciando un segno su un foglio, ma, se qualcuno ci promette questo, dovremmo insospettirci e cercare di capire se sotto non ci sia una truffa.
Da alcuni giorni è iniziata la campagna elettorale per le elezioni del prossimo marzo e fioccano le promesse: “Taglieremo le tasse, via la tassa su questo, daremo x euro a tutti i ...”.
Per esempio, la coalizione di destra (Lega Nord, Forza Italia e Fratelli d'Italia), promette meno tasse e, per dare peso a questa promessa, ha messo nero su bianco nel suo programma di Governo la flat-tax. Cos'è? E' l'abolizione delle varie aliquote di tassazione del reddito delle persone fisiche, sostituendole con un'unica aliquota uguale per tutti (il programma non specifica quale sarà, ma la Lega promette il 15% e Forza Italia il 23%).
Oggi, a seconda se si guadagna di più o di meno, si pagano in proporzione più o meno tasse. Con la flat-tax esisterebbe un'aliquota unica indipendentemente dal reddito. Se fosse attuata i cittadini avrebbero un “regalo” (perché pagherebbero meno tasse) che dipende dal loro reddito. Nella tabella seguente è riportato il prospetto di questi “regali” (non sono calcolate deduzioni e detrazioni):

Fascia di reddito in euro

Aliquota attuale

Regalo” minimo e massimo in euro con flat-tax al 15%

Regalo” minimo e massimo in euro con flat-tax al 23%

0 - 8.174

0%

Nessun regalo

Nessun regalo

8.174 - 15.000

23%

0 - 546

Nessun regalo

15.001 - 28.000

27%

546 - 3.130

0 - 2.090

28.001 - 55.000

38%

3.130 - 11.290

4.132 - 9.130

55.001 - 75.000

41%

11.290 - 20.540

9.130 - 18.940

>75.000

43%

20.540 - vari milioni

18.940 - vari milioni

Quindi ai poveri nessun regalo, ai superricchi vari milioni di regalo.
Una tale riforma farebbe entrare ogni anno 30-40 miliardi di euro in meno nelle casse dello Stato (30 miliardi secondo Berlusconi con flat-tax al 23%, 40 miliardi secondo la Lega con flat-tax al 15%, ma vari economisti dicono che queste stime andrebbero aumentate almeno del 20%). Quindi, o si dovrebbe tagliare la spesa pubblica per Sanità, Scuola, Politiche sociali, Ambiente, Trasporti, Ricerca, Beni culturali (visto che la Destra ha promesso niente tagli alla Difesa e alla Previdenza) o si dovrebbero trovare nuove entrate per 30-50 miliardi di euro ogni anno (con nuove tasse) o un mix di entrambe le cose. E' facile capire che la riduzione delle tasse a ricchi e benestanti verrebbe pagata soprattutto dai ceti di reddito basso e medio (quelli che non possono permettersi la sanità privata, che usano i trasporti pubblici, che usufrusicono di servizi sociali, che non mandano i figli in scuole private ecc.).
Bisogna ricordarsi che con le tasse lo Stato non solo si approvvigiona delle risorse necessarie per svolgere i suoi compiti, ma, grazie alla progressività delle aliquote, fa sì che le disuguaglianze economiche non siano troppo accentuate, perché ciò causa conflitti sociali e delinquenza, frena lo sviluppo economico e crea situazioni indegne di un Paese civile (per esempio che 55.000 persone non abbiano un tetto o che 1.400.000 persone rinuncia a curarsi perché non ha i soldi). [1]
Negli ultimi 40 anni, con lo slogan meno tasse, si sono fatti cospicui “regali” ai ricchi pagati dai ceti medi e bassi, e così sono aumentate la povertà, le disuguaglianze e il rancore sociale. [2,3]
Nel 1974 vi erano 32 diversi scaglioni di reddito: il primo comprendeva i redditi da 0 a 2 milioni di lire (corrispondenti a circa a 11,400 euro di oggi, considerando il potere di acquisto), l'ultimo quello sopra i 500 milioni (corrispondente a circa 2 milioni e 850 mila euro). La prima aliquota era del 10%, l'ultima del 82% (sì, l'82% del reddito sopra i 500 milioni se lo intascava lo Stato).
Nel 1983 gli scaglioni sono stati ridotti a 9. Il primo comprende i redditi fino a 11 milioni di lire (16.800 euro), l'ultimo quello sopra i 500 milioni (763.000 euro). Il primo scaglione viene alzato al 18% (quindi i poveri e le persone di basso reddito iniziano a pagare quasi il doppio di quanto pagavano 10 anni prima), l'ultimo viene ridotto al 65% (inizia un regalo annuale di diversi milioni a ciascun super ricco).
Nel 1986 il primo scaglione è ridotto a 6 milioni (6.600 euro di oggi), tassato con l'aliquota del 12%. Un regalo ai più poveri, ma un aggravio per chi guadagna da 6 a 11 milioni (13.000 euro di oggi) che viene tassato del 22% e a chi guadagna tra le attuali 13.000 e 16.800 euro che si trova a versare non più il 18% ma il 27% del proprio reddito allo Stato. Per i ricchi e benestanti invece un nuovo regalo: l'aliquota scende al 62% per i redditi sopra i 600 milioni (660.000 euro di oggi).
Nel 1989 nuovo grande regalo ai ricchi: l'aliquota scende al 50% sopra i 300 milioni (546.000 euro).
Nel 1998 gli scaglioni si riducono a 5, il primo (fino a 15 milioni, 9.700 euro di oggi) viene tassato con il 18,5%. Se ai poveri si chiede il 6% in più, ai ricchi viene fatto un altro regalo riducendo l'aliquota dell'ultimo scaglione (sopra i 135 milioni, 87.000 euro) al 45,5% (cioè pagheranno il 4% in meno).
Nel 2003 il primo scaglione è fino a 15.000 euro e l'aliquota è innalzata al 23% (una vera stangata sui poveri da parte del Governo Berlusconi).
Nel 2005 gli scaglioni si riducono a 4. Il primo è fino a 26.000 euro (aliquota 23%). Viene fatto ancora un regalo ai ricchi riducendo l'ultima aliquota (43%), per i redditi sopra i 100.000 euro
Nel 2007 si ritorna ai 5 scaglioni, decidendo di far pagare di più chi guadagna tra i 15.000 e 26.000 euro. Infatti il primo scaglione (con aliquota 23%) è fino a 15000 euro, il secondo (da 15000 a 28000 euro) è tassato col 27%.
I dati prima riportati illustrano chiaramente che dal 1974 a oggi le tasse per i ricchi sono diminuite sempre di più, mentre si sono presi sempre più soldi ai ceti bassi e medi (soprattutto ai mediobassi). Ciò è ancora più evidente se si considerano anche le deduzioni fiscali e le detrazioni (calcolando cioè l'aliquota effettiva). Per esempio, che nel 2005 l'aliquota effettiva del secondo scaglione è maggiore di quella del terzo, cioè pagava più tasse chi guadagnava di meno.
Va poi considerato che negli ultimi anni si sono ridotte le imposte di successione per i grandi patrimoni, si sono ridotte le tasse per chi affitta case e palazzi, è stata abolita l'IVA sui beni di lusso, (per cui si paga la medesima IVA per una pelliccia di ermellino, una fuoriserie, un quaderno o una matita) si è abolita la tassa sulla prima casa, anche se di lusso e di centinaia di metri quadri (in realtà la tassa è abolita anche sulle seconde case, perché basta che il coniuge o un figlio porti la residenza dove si ha la seconda casa e non si paga niente).
Insomma, bisogna stare attenti ai truffatori, avere spirito critico (esaminare razionalmente, sulla base di dati certi, i pro e i contro delle proposte) e avere a cuore innanzitutto i bisogni di chi è povero, di chi fa fatica ad arrivare alla fine del mese. Fare i loro interessi significa anche costruire una società più giusta, più equa, meno pacifica, più sicura, più bella.
Fonti: 1) Ufficio parlamentare di bilancio: Rapporto 2016; 2) Libro bianco sulla tassazione in Italia www.ssef.it/sites/ssef/files/Documenti/Rivista%20Tributi/Supplemento%201-%20Libro%20Bianco/Capitoli%201%20-%20I.pdf; 2) ISTAT indici di conversione dei valori monetari storici.

Le molte cose fatte nel 2017 e gli impegni per il 2018 (07/01/2018)

Il 2017 si è concluso ed inizia un nuovo anno. Vogliamo fare un bilancio di quello trascorso per capire come essere più incisivi nel 2018.
Ci siamo impegnati:
- per i poveri, gli emarginati e i perseguitati:

- per la salvaguardia dell'ambiene e della salute

- per dare informazioni veritiere, combattere pregiudizi e opinioni non suffragate dai fatti
lo abbiamo fatto soprattutto con le nostre “Notizie dell'Associazione Marco Mascagna”, il messaggio di posta elettronica che ormai arriva ad oltre 3000 persone, molte delle quali lo diffondono a loro volta ai loro contatti.
Nel 2017 ci siamo interessati della strombazzata ma inesistente epidemia di meningite (“Ma sono malati in testa?), dell'esiguità del fondo di sostegno al reddito dei poveri rispetto ai fondi dati a ricchi e benestanti (“Sostegno al reddito: di chi?”), della disumana e stupida politica contro gli immigrati (“Svegliamoci e prendiamo posizione”, “La demografia smaschera la demagogia”, “Restiamo umani”, “Disumani”), dell'inquinamento da pellet (Cos'è ecologico, cos'è ecosostenibile”), di come i dati smentiscono il luogo comune che la pubblica amministrazione ha troppi dipendenti e costa troppo (“E' vero che in Italia la spesa pubblica è altissima?”), di poveri e senza tetto (“Cos'è decoroso, cos'è urgente e necessario”), del commercio delle armi (“Fare affari sulle tragedie”), di come la speculazione finanziaria fa aumentare ogni anno di più il debito dell'Italia e di altri Paesi (“Fare sacrifici per arricchire i ricchi?”), del consumo di suolo, delle proposte degli economisti critici per uno sviluppo economico equo e ecosostenibile, di come non è assolutamente vero che la criminalità aumenta e gli immigrati delinquano più degli italiani, di come mass-media e gruppi di potere sollecitano paure immotivate, della situazione dei rifiuti. Abbiamo anche ricordato Don Milani con un'antologia di sue frasi.
Abbiamo inoltre fatto piacevoli escursioni in bellissimi posti della Campania, del Lazio e dell'Abruzzo. Camminare non solo per raggiungere una meta, vedere dei bei posti, fare moto, ma anche per stare insieme, per scambiare idee, per conoscersi meglio per praticare la convivialità.
Non è poco quello che abbiamo fatto (molto spesso in collaborazione con altre associazioni e gruppi, perché l'unione fa la forza), ma possiamo fare di più.
Non siamo pochi e se ognuno dà un suo piccolo contributo possiamo essere molto più incisivi. Quindi, nel nuovo anno, diffondiamo i messaggi della Marco Mascagna, partecipiamo alle attività dell'associazione e coinvolgiamo anche altre persone, diamoci da fare per raccogliere fondi per l'Asilo Sector Primero, firmiamo gli appelli di Amnesty International e delle altre organizzazioni che vi segnaliamo.
Auguriamo a tutti un buon 2018 e, se ognuno dà il suo piccolo contributo di impegno, il 2018 potrà essere un buon anno anche per tante altre persone.

Quale regalo di Natale? Un regalo per aiutare i bambini dell'Asilo Sector Primero di San Salvador (16/12/2017)

Da oltre 25 anni la Marco Mascagna finanzia l’Asilo Sector Primero di San Salvador promosso da un domenicano nostro amico che si è trasferito lì per aiutare le persone che abitano nel Sector Primero, la baraccopoli sorta sull’ex discarica dei rifiuti (per avere un’idea della situazione guarda il video www.youtube.com/watch?v=g2ju1E6FD74)
Varie persone dell’associazione hanno trascorso periodi di tempo lì e abbiamo un fitto scambio di mail con Gerard e le maestre.
L’asilo si regge sul nostro finanziamento (almeno 10.000 euro all’anno), e, oltre all’istruzione e al levare dalla strada questi bimbi, garantisce colazione, pranzo e merenda.
Puoi aiutare l’asilo in vari modi:
1) comunicare ai tuoi familiari e amici che il regalo che più desideri per Natale è una donazione pro-Asilo;
2) regalare uno dei CD dell'Associazione (Una musica per … con musiche di Pio e Umberto Russo Krauss, eseguite da Daniela del Monaco e Paolo Rescigno; Laudate e Requiem di Pio Russo Krauss). Un “assaggio” di queste musiche lo trovi sul sito dell’Associazione (http://www.giardinodimarco.it/sud.h...) e su Youtube (www.youtube.com/watch?v=3QOuS-lN-ro, https://youtu.be/AIIFsbvpYUM e www.youtube.com/watch?v=KkU0afysWoU). I cd puoi comprarli presso le botteghe del commercio equo e solidale E Pappeci (Via Orsi 72 e Via Mezzocannone 103);
3) regalare una donazione: a chi regala una donazione inviamo la cartolina regalo che spiega questo “dono solidale”(vedi immagine allegata, l’originale è ad alta definizione);
4) regalare una bottiglia di un eccelente liquore fatto in casa: limoncello, mirto, 4 agrumi, sui 40° di alcol oppure vino nociato (sui 25°) o una confezione di squisiti roccocò casalinghi;
I versamenti possono essere fatti su ccp. 36982627 oppure sul ccb Banca Fideuram iban IT21G0329601601000064226269, intestando a Associazione Marco Mascagna, Via Ribera 1 80128 Napoli, e specificando nella causale “donazione pro asilo”.
Le donazioni sono detraibili dall’imponibile.

Riflessioni sul nostro mondo e sul Natale (16/12/2017)

In Italia circa 51.000 persone non hanno casa e vivono per strada [1] . Nel solo 2016 sono stati eseguiti 35.000 sfratti [2]. Gli appartamenti sfitti sono 7 milioni (di cui 4,3 milioni sono case di vacanza e 2,7 milioni appartamenti privi di uso) [3].
Il Governo, invece di garantire un tetto a chi dorme per strada, ha varato la legge su “decoro e sicurezza urbana”, che prevede sanzioni per chi si sdraia nelle stazioni, sui marciapiedi, sulle panchine dei centri storici e situate vicino ai monumenti. Aumentano gli episodi di intolleranza e di violenza verso questi poveri e il favore verso i provvedimenti contro di loro.
Dal 2013 al 15 giugno 2017 sono annegati nel Mediterraneo 15.000 persone che fuggivano da guerre, da dittature, dall'ISIS, da persecuzioni oppure dalla fame, dalla mancanza di qualsiasi possibilità di lavoro [4]. La UE e l'Italia invece di accogliere questi disperati e di creare canali di ingresso sicuri e legali (come i trattati internazionali prescrivono) spendono milioni di euro per cercare di bloccarli in Libia, Turchia, Sudan, Eritrea, Niger, finanziando così dittatori e perfino trafficanti e gettando i migranti nelle mani di persone senza scrupoli [5, 6]. Come ha detto il Commissario ONU per i Diritti Umani "La politica dell'Unione Europea di assistere la guardia costiera libica nell'intercettare e respingere i migranti nel Mediterraneo è disumana. La sofferenza dei migranti detenuti in Libia è un oltraggio alla coscienza dell'umanità. La comunità internazionale non può continuare a chiudere gli occhi sugli orrori inimmaginabili sopportati dai migranti in Libia” [7]. Un'altra agenzia ONU (l'OIM) ha scritto: “I trafficanti di ieri sono le forze anti-trafficanti di oggi” [6].
Gli stranieri presenti nel nostro territorio sono accusati di essere ladri, stupratori e rapinatori anche se i dati dicono che delinquono meno degli italiani [8]. Così acquistano maggiore potere i partiti e i gruppi razzisti, xenofobi o che promettono di “ripulire la città di zingari, senzatetto, accattoni”.
I cittadini italiani in povertà assoluta sono 4.750.000, di questi 1.290.000 sono bambini e ragazzi. Negli ultimi anni in Italia la povertà è aumentata, ed è aumentata anche la ricchezza di ricchi e benestanti, per cui il divario tra il 20% degli italiani più ricchi e il 20% degli italiani più poveri è aumentato del 9% [9].
I poveri si vergognano della loro situazione, la vivono come una colpa e una parte della popolazione li disprezza, prova sentimenti di repulsione e di antipatia. Come se l'essere povero fosse una scelta e non una condizione disgraziata da cui oggi è difficilissimo uscire (chi assumerebbe un senzatetto?).
La spesa militare mondiale nel 2013 è stata di 1.435 miliardi di euro (quasi 4 miliardi di euro al giorno), con un aumento in termini reali dello 0,5% rispetto all'anno precedente e di circa il 40% in più di quella degli anni '90. L'Italia è all'11° posto, superando Paesi come Brasile, Israele, Australia, Spagna [10]. Nella finanziaria 2018 è prevista una spesa di 25 miliardi: il 5% in più rispetto al 2017, che già aveva visto un aumento del 10% sul 2016 [11]. Mentre la spesa militare aumenta ogni anno quella per la sanità diminuisce, in media dello 0,1% all'anno dal 2010 al 2016 [12].
Tra qualche giorno si festeggerà la nascita di Gesù. E lo faranno in tanti, quasi tutti. E ciò stride con la situazione illustrata dai dati prima citati, perché Gesù fu un povero, un senzatetto (“Il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo” Lc. 9,58); uno straniero (figlio di Galilei - popolazione disprezzata dai Giudei - nato in Giudea); una persona che ha sempre manifestato una scelta preferenziale per i poveri, gli emarginati, gli esclusi; uno che ha gridato “Guai ai ricchi” (Lc 5,24), che ha affermato che il criterio per giudicare la bontà e la realizzazione di una persona è il suo comportamento verso chi è nel bisogno (“Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito” Mt. 25,35); un nonviolento, un predicatore di pace e di fratellanza universale (“Amatevi gli uni gli altri” Gv. 13,34, “Amate i vostri nemici, fate del bene a chi vi vuol male” Lc 6,27).
Come è possibile che si possa festeggiare la nascita di un simile personaggio e poi fare il contrario di quello che lui ha detto e fatto? Come è possibile che la fratellanza, valore non solo cristiano ma anche laico (fraternité, egalité, liberté), possa essere così negata nel nostro mondo?
Per fortuna ci sono persone che si battono contro l’ingiustizia e la violenza, che praticano concretamente la fratellanza, l’uguaglianza e la libertà e che non stanno zitti di fronte a chi semina l'odio, che si mettono dalla parte dell'immigrato, del senza-tetto, del povero e dell'emarginato.
Sono pochi? Forse sono molto più di quanto pensiamo.
Quanti sono a conoscenza dei molti gruppi di volontari che si danno da fare per i senza dimora, come la fondazione Leone, il Centro Buglione, La Tenda, Il Centro Astalli, la Ronda del Cuore ecc.? A Napoli tra associazioni, enti ecclesiali, cooperative e fondazioni sono circa 70 i gruppi che prestano assistenza a queste persone.
Quanti sanno delle persone che col consenso dei Ministeri dell'Estero e degli Interni, ma senza un euro di contributo statale organizzano l'ingresso legale di persone in fuga da guerre e dittature e il loro soggiorno presso famiglie. In un solo anno il progetto Corridoi Umanitari della Comunità di S. Egidio, Chiese Evangeliche e Tavola Valdese ha salvato circa 1.000 persone.
E come non ricordare l'encomiabile lavoro delle ong operanti in mare che nel solo 2016 hanno salvato 46.796 migranti. O le decine di migliaia di persone che a ridosso di ferragosto hanno firmato l'appello a favore delle ONG e contro la politica antiimmigrazione del Governo?
Quanti conoscono i gruppi di musulmani che si battono contro i fondamentalisti e per la pace? Quanti hanno saputo del convegno tenutosi a Torino dal titolo “Islam contro islamismo”, nel quale gli islamici si sono interrogati su perché una parte di musulmani assume posizioni violente e intolleranti e su quali sono le radici della violenza nella loro religione? Un esempio che dovrebbe seguire chiunque si riconosce in una religione o in una qualsiasi corrente di pensiero (fosse anche quella di “non averne alcuna”).
Insomma, malgrado le molte ingiustizie e problemi del nostro mondo e malgrado i giornali e le televisioni enfatizzano il peggio dell'uomo, favorendo la diffidenza, la paura, l'egoismo e l'assenza di speranza, la realtà è molto più variegata e composita, vi è tanto che non va ma anche molto bene, e la situazione può evolvere in peggio ma anche molto in meglio.
Soprattutto vi sono innumerevoli persone oneste, miti, che praticano i valori della fratellanza, dell'uguaglianza, della libertà, che lottano per la giustizia e per la pace.
Non sono la maggioranza? E' vero, non lo sono. Ma la Storia ci insegna che sono sempre state le minoranze che hanno reso il mondo migliore. E’ grazie a minoranze, ma coerenti e determinate, che la schiavitù non è più ammessa, che la democrazia si è affermata, che le donne hanno compiuto passi enormi di emancipazione, che sono state varate norme per tutelare i lavoratori, per dare assistenza ai malati, per aiutare chi è in difficoltà, per combattere l’inquinamento, per mettere un freno alla violenza e alla sopraffazione.
Noi ci sentiamo parte di queste minoranze. Crediamo che le nostre piccole azioni e il nostro piccolo impegno non è sterile proprio perché sono state sempre le minoranze attive a innescare e realizzare processi di cambiamento.
Festeggeremo con piacere e con coerenza la nascita di quel nazareno povero e mite, nato in terra straniera, che ci ha lasciato un messaggio ancora oggi attualissimo e rivoluzionario. Con questo spirito auguriamo a tutti un buon Natale.

1) www.istat.it/it/archivio/175984; 2) http://ucs.interno.gov.it/FILES/allegatinews/1263/Pubblicazione_sfratti_2016.pdf;
3) Istat: XV censimento generale della popolazione e delle abitazioni; 4) UNHCR 2017; 5) www.africa-express.info/2017/03/01/accordo-sui-migranti-con-il-sudan-europa-e-italia-complici-delle-violazioni-dei-diritti-umani; 6) OIM https://reliefweb.int/sites/reliefweb.int/files/resources/N1711623.pdf; 7) UHNCR 15/11/17; 8) Ministero della Giustizia 2017 www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_14.wp si veda il nostro messaggio n.23 del 25/10/17; 9) Istat 2017; 10) SIPRI 2017; 11) http://milex.org/2017/11/17/italia-cresce-la-spesa-pubblica-in-armamenti; 12) https://www.ambrosetti.eu/ricerche-e-presentazioni/rapporto-meridiano-sanita-2017/

Facciamo il punto sulla situazione dei rifiuti in Italia e in Campania (01/12/2017)

E' uscito il nuovo Rapporto Rifiuti Urbani del Ministero dell'Ambiente ed è l'occasione per fare il punto sulla situazione in Italia e nella nostra Regione.
La produzione di rifiuti, in calo dal 2006, aumenta di poco nel 2016 (+0,8% rispetto al 2015 [* alcuni giornali hanno detto +2%, ma 1,2% riguarda rifiuti che prima non venivano considerati, e, quindi, non è corretto contarli]). Analogo aumento si verifica in Campania, che è però al quintultimo posto nella produzione di rifiuti con quasi 50Kg/ab/anno sotto la media nazionale (le Regioni che più producono rifiuti sono Emilia, Toscana, Valle d'Aosta, Liguria). Tra le grandi città Napoli è sotto la media nazionale, producendo molto meno rifiuti per abitante di Catania, Venezia, Firenze, ma più di Trieste, Messina, Torino, Milano.
I rifiuti raccolti in maniera differenziata aumentano, ma lentamente e sono notevolmente sotto l'obbligo di legge (65%): In Italia il 51% dei rifiuti è raccolto in maniera differenziata (52,5% includendo anche materiali che prima non venivano conteggiati) con un aumento del 3% sull'anno 2015 e di quasi il 25% rispetto al 2012. Notevoli sono le variazioni regionali e provinciali: 73% il Veneto, 15% la Sicilia, con la Campania al 52% che guida le Regioni del Sud e Centro. Solo 4 Regioni hanno rispettato la legge raccogliendo almeno il 65% dei rifiuti in maniera differenziata (Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli-VG e Lombardia). L'aumento della raccolta differenziata è dovuto soprattutto all'umido (che è la frazione più abbondante dei rifiuti). In Campania la provincia più virtuosa è quella di Benevento (71% di RD), la meno virtuosa quella di Napoli (47%). La capoclasse è la Provincia di Treviso (88% di RD). La raccolta differenziata a Napoli città è al 31%, superata da tutte le grandi città del Nord e del Centro, ma meglio di tutte le altre grandi città del Sud (eccetto Bari).
In Italia il 46% dei rifiuti viene riciclato (il 20% come compost e biogas), il 25% va in discarica e il 20% viene bruciato, l'1% va all'estero e l'8% ad altri trattamenti.
La Campania ha una gravissima carenza di impianti di compostaggio: solo 4 impianti, che nel 2016 hanno trattato 26.000 tonnellate. Solo Valle d'Aosta, Molise e Liguria hanno compostato meno rifiuti di noi. L'Abruzzo, che ha un quinto degli abitanti della Campania, ha compostato 8 volte più rifiuti della Campania. La Lombardia ha compostato 940.000 tonnellate di rifiuto, 38 volte più della Campania.
Non siamo messi meglio con gli impianti di biodigestione-compostaggio (quelli che producono biogas e compost e che, secondo le ricerche sono quelli più rispettosi dell'ambiente). In Campania vi sono solo 2 impianti, che hanno trattato 46.000 tonnellate di rifiuti. Il Friuli, che ha un quinto degli abitanti della Campania, tratta in tali impianti 7 volte di più di noi.
La raccolta differenziata dell'umido in Campania ammonta a 708.000 tonnellate e di queste solo 72.000 sono trattati in Campania, perché non abbiamo sufficienti impianti di biodigestione-compostaggio e compostaggio. Quindi oltre 600.000 tonnellate di rifiuti organici, per essere trattati, vanno in altre Regioni (soprattutto in Veneto), con costi economici (circa 150 milioni all'anno) e ambientali notevoli.
Però siamo la terza regione per quantità di rifiuti inceneriti. L'inceneritore di Acerra (il più grande inceneritore italiano) brucia 726.000 tonnellate all'anno, pari al 28% di tutti i rifiuti prodotti e produce 200.000 tonnellate di ceneri che vengono smaltite a Brescia con un impatto ambientale consistente.
La Campania ogni anno paga una multa di 48 milioni alla UE per non avere rispettato le direttive comunitarie (a dire il vero, la maggioranza delle regioni non le rispettano e c'è chi è peggio di noi, ma noi siamo stati multati e altri no).
Nel 2012, il Piano Regionale Rifiuti prevedeva che nel 2015 si dovevano bruciare 1,5 milioni di tonnellate di rifiuti (il 60% dei rifiuti prodotti) e compostare solo 100.000 rifiuti. Previsioni e obiettivi del tutto sballati, come la Marco Mascagna denunciò pubblicamente. Se avessero fatto come noi dicevamo (per esempio compostare 800.000 tonnellate l'anno per il 2015) oggi non dovremmo spendere un mare di soldi per portare i rifiuti in altre regioni, non pagheremmo la TARSU più alta d'Italia, la raccolta differenziata sarebbe ben maggiore, non pagheremmo più la multa EU e si poteva chiudere una linea di incenerimento dell'inceneritore di Acerra.
Da questi dati, infatti, emerge che il principale problema della Campania è l'estrema carenza di impianti di biodigestione-compostaggio e di compostaggio che fa andare in perdita tutti i Comuni che fanno la raccolta differenziata dell'umido.
Quasi tutte le regioni (Campania compresa) hanno una raccolta differenziata insufficiente (rispetto agli obblighi di legge 65% e agli obiettivi UE 75%). Il fatto che la Provincia di Treviso è ormai al 90% è segno che tale obiettivo è del tutto realistico.
Perché il 90% di raccolta differenziata non è raggiunto in tutta Italia? I motivi sono vari, tra cui:
- per organizzare una buon sistema di raccolta differenziata occorrono soldi e se non ci sono impianti di compostaggio e biodigestione-compostaggio o se i cittadini non differenziano scrupolosamente (i riciclatori pagano in proporzione della purezza del rifiuto) il servizio diventa subito in perdita;
- se la raccolta differenziata aumenta troppo non ci sono più rifiuti per inceneritori e discariche e questo va contro gli interessi di vari soggetti
- una parte della popolazione è pigra e incivile e, se può, non fa la raccolta differenziata o la fa male, rendendo il sistema economicamente poco redditizio;
- alcune amministrazioni preferiscono accondiscendere a quella parte della popolazione pigra e incivile non organizzando un serio sistema di raccolta differenziata.
Pensiamo che si possa affermare che mentre fino a qualche anno fa erano soprattutto aziende, criminalità, amministratori a impedire una corretta gestione dei rifiuti, oggi, probabilmente, è una parte dei cittadini (quelli che non fanno la raccolta differenziata o che la fanno male, che protestato se si vuole fare un impianto di compostaggio o di biodigestione-compostaggio, che non pagano la TARSU ecc.) il principale ostacolo ad una corretta gestione dei rifiuti.

 

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