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Associazione Marco Mascagna - O.N.L.U.S.

Le bufale sono pericolose e si diffondono più velocemente del coronavirus grazie a chi le gira: alcuni consigli (21/03/2020)

Se restiamo a casa possiamo proteggerci dal coronavirus e arrestare l'epidemia. Purtroppo le bufale (cioè le notizie false o parzialmente false) ci raggiungono anche a casa e si diffondono molto più rapidamente di qualsiasi virus.
Se 100 persone ricevono una bufala su WhatsApp o su facebook e ciascuna di esse la invia ad altre 20 persone e ciascuna persona raggiunta dopo un'ora la invia ad altre 20 persone e così ogni ora, dopo solo 4 ore 16 milioni di persone hanno ricevuto la notizia falsa e dopo 8 ore 640 milioni di persone. Questa rapidissima diffusione è determinata dal fatto che chi riceve una bufala invece di cestinarla la rilancia a tutti i suoi contatti, facendosi così complice di persone senza scrupoli, di truffatori, di fanatici, di imbecilli, di ignoranti, di persone con disturbi psichici (paranoici, narcisisti ecc.)
Varie inchieste hanno dimostrato che molte bufale sono create ad arte da aziende a ciò deputate.
Grazie alle bufale infatti si possono spostare migliaia di voti da un partito a un altro, far cadere governi, vincere le elezioni, far alzare il valore dei propri pacchetti azionari, vendere più prodotti di una determinata azienda o di un intero comparto merceologico. Quindi ci sono soggetti che pagano altri soggetti perché producano bufale (per esempio contro gli immigrati, i musulmani, i rom, il governo, i partiti e le aziende avversarie).
Altre bufale sono prodotte dai proprietari di siti, pagine facebook o canali youtube. Si crea una notiza sensazionale, una foto o un video falso spacciato per vero, la si mette sul proprio sito, pagina o canale e la si sostiene con messaggi WhatsApp. Il sito, la pagina o il canale hanno inserzioni a pagamento per cui più persone li visitano e più il proprietario guadagna.
La procedura sopra descritta può essere attuata anche da narcisisti che godono se migliaia o centinaia di migliaia di persone visitano la loro pagina o se sono stati capaci di darla a bere a centinaia di migliaia di persone.
Bufale sono create da giornali che campano su questo. Per esempio il Daily Mail britannico sforna in continuazione bufale mediche e razziste, riuscendo così ad ottenere quattordici milioni di visitatori giornalieri [1]. In Italia ci sono giornali che spesso producono o rilanciano notizie false (per esempio Affari Italiani, Il Giornale, Libero) [2].
Bufale sono create anche da appartenenti a sette e gruppi di fanatici per convincere persone fragili a farne parte, oppure per convincere persone ad aderire a una particolare visione del mondo o per fare in modo che si odi ciò che l'autore della bufala odia o si apprezzi ciò che si apprezza. Esistono siti che producono o rilanciano falsità di questa specie (ad esempio il sito mednat.news).
Altre volte la bufale si producono come nel gioco del telegramma: si legge una notizia vera e la si riporta esagerandola un poco o aggiungendo qualche elemento di colore e la si manda in giro; qualcun altro procede allo stesso modo e dopo poco la notizia vera è totalmente travisata o mischiata con informazioni false.
Può accadere che un soggetto ignorante, non esperto del campo o poco intelligente sbagli a interpretare o a comunicare una notizia, per cui lancia un messaggio disinformante, che spesso, proprio perché inusuale e strano, finisce per diffondersi molto velocemente.
La psicologia ci insegna che le notizie strane, inusuali, che ci indignano, ricevono molta più attenzione delle altre, sono ricordate più facilmente e più facilmente lasciano una “traccia emotiva”. Non solo, noi tendiamo a ignorare (e a reputare false) le notizie che non sono in linea con le nostre convinzioni e pregiudizi e a prestare più attenzione (e a credere) alle notizie che rafforzano le nostre convinzioni e pregiudizi.
Un effetto di tutte queste bufale che, per loro natura, fanno leva soprattutto sull'emotività, sui pregiudizi e su schemi interpretativi rozzi, è che la gente finisce per “ragionare” sempre più con la pancia o in base a stereotipi o in base all'appartenenza di gruppo.
Un altro effetto estremamente pericoloso delle bufale è che se una persona si convince della verità di una notizia falsa farle cambiare idea è poi difficile ed è ancora più difficile che cambi idea rispetto al messaggio veicolato dalla notizia falsa. Per esempio, se ho creduto a una bufala sugli immigrati, poi è difficile che ammetterò che è tale e se anche lo ammetto il messaggio veicolato dalla notizia (per es. gli immigrati sono un pericolo per la nostra società) è acquisito e molto difficilmente lo ripudierò.
L'epidemia di covid ha letteralmente scatenato i creatori di bufale. Circolano decine e decine di notizie false ed è criminale che si usi un momento del genere per diffondere notizie false che tantissime persone prendono per vere e rilanciano ai loro contatti. Non diventiamo complici di tali criminali!
Che fare? Semplice: mai credere e/o girare una notizia senza prima essere più che certi che non sia una bufala. Il fatto che l'ha inviata un amico o una persona per bene, intelligente e preparata non è assolutamente sufficiente per pensare che non sia una bufala, perché potrebbe non averla controllata.
Ecco alcuni suggerimenti per accertarsi che non siamo di fronte a una bufala:
1) cercate su un sito antibufala se la notizia è segnalata. Basta digitare su un motore di ricerca www.butac.it o www.bufale.net o https://bufalopedia.blogspot.com seguito dalle parole chiave della notiza avuta. Per esempio per sapere se è vera la notizia che trattenendo il respiro si può sapere se ci si è infettati dal coronavirus basta scrivere butac coronavirus trattenere respiro e subito comparirà che è una bufala. I siti antibufala ci mettono almeno un paio di giorni per smascherare una bufala;
2) se nessun sito la segnala come bufala leggete per bene la notizia e verificate se riporta nome e cognome di chi fa le affermazioni, l'istituzione di cui fa parte e la data (giorno mese anno). Se questi dati non sono riportati molto probabilmente è una bufala. Se sono riportati scrivete su un motore di ricerca il nome e cognome trovato o l'istituzione trovata per verificare se è una fonte autorevole o no (ovviamente un professore di economia non è una fonte autorevole su argomenti di epidemiologia, ma lo sono un epidemiologo o uno specialista in malattie infettive). Se è una fonte autorevole bisogna:
a) verificare se effettivamente ha fatto l'affermazione che viene riportata. Per esempio sul sito della Croce Rossa non c'è la tabella con i sintomi del covid, dell'influenza e del raffreddore attribuita alla CRI, per il semplice fatto che questo ente non l'ha mai prodotta e pubblicata;
b) se i ragionamenti che fa non sono basati su fallacie logiche [3];
c) se gli eventuali dati sono riportati sia in termini assoluti che relativi, perché altrimenti non se ne può trarre nessuna conclusione. Per esempio, se leggete “Scoperta una sostanza che aumenta del 300% la rigenerazione dei capelli", non possiamo dedurre che è efficace, perché se prima la rigenerazione era 0 (come nei calvi) e dopo il farmaco continua a essere 0 si può anche dire che c'è stato un aumento del 300%: 0x300 è infatti uguale a 0. Bisogna sapere inoltre che in statistica il solo dato dell'aumento o della diminuzione del rischio non ha valore se non si riporta anche l'intervallo di confidenza e se questo comprende il valore 1 (per es. IC 0,7-1,2) l'aumento o la diminuzione riscontrata non è significativa;
d) se gli eventuali studi che cita sono reali o inventati e se sono reali se dicono effettivamente quanto riportato. Per esempio in questi giorni gira uno scritto di un giornalista, Blondet, che afferma che chi ha praticato la vaccinazione antiinfluenzale ha più facilmente il covid. Per sostenere questa tesi oltre a fare ragionamenti epidemiologici errati cita una ricerca che dimostrerebbe quello che afferma. Ma in realtà la ricerca lo smentisce perché i risultati non sono significativi (l'intervallo di confidenza è 0,86-1,09).
Se non volete fare tutta questa fatica non prendete per vera la notizia e, soprattutto, non giratela ai vostri contatti.
Inoltre, se più volte avete presa per vera una bufala sappiate che siete una persona che facilmente può essere ingannata: è bene, quindi, che prendiate serenamente consapevolezza di ciò e siate molto accorti, perché potreste essere vittima di truffatori, manipolatori e persone senza scrupoli.
Note: 1) https://attivissimo.blogspot.com/2016/12/il-cinico-business-delle-bufale-seconda.html; 2) www.butac.it/tag/affari-italiani; www.bufale.net/il-documento-segreto-per-decidere-chi-salvare-direttiva-choc-ai-medici; www.bufale.net/inutile-allarmismo-per-la-tassa-su-prelievo-contanti-con-libero-e-feltri-governo-prepara-la-rapina; 3) per una brevissima illustrazione delle fallacie logiche si veda www.psyjob.it/le-fallacie-una-introduzione-ai-piu-comuni-inganni-dellargomentazione.htm, per saperne di più si legga Cattive argomentazioni: come riconoscerle di F.F. Calemi e M.P. Paoletti, Ed. Carocci, 2014

 


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